Della situazione nel Garegnano e delle “Emergenze Sicurezza”

In occasione dell’incendio della sala prove, avevamo già espresso la nostra preoccupazione riguardo alla realtà che circonda la Cascina Torchiera. Sono passati tre mesi e la situazione ora è peggiorata.

Il problema dei senza fissa dimora e dei piccoli traffici si è trasformato in problemi insopportabili come lo spaccio di droga e lo sfruttamento della prostituzione e dei minori. Difficoltà con cui viviamo a stretto contatto che trovano la nostra più ferma opposizione.

Le responsabilità dell’amministrazione comunale sono evidenti. Da anni ha pensato alla cementificazione di questo territorio avendo come fine unico il ritorno economico per sé e per gli investitori di turno (cooperative e aziende private), e non si è mai curata dei meccanismi che queste azioni mettono in moto. Fino a ora si è limitata a radere tutto al suolo: da una parte cascine storiche che sarebbero da tutelare, come la Merlata; dall’altra campi rom, prima regolarizzati e poi sgomberati per fini elettorali, come Triboniano.

Se prima esisteva un campo rom, con cui diverse volte ci siamo interfacciati, abbiamo intessuto relazioni e condiviso momenti di resistenza e solidarietà, il suo sgombero è all’origine della situazione odierna. Si crea così un terreno estremamente fertile per l’affermazione di dinamiche di sfruttamento del disagio e della povertà, in una logica di tipo mafioso.

È avvilente che queste condizioni generino l’impossibilità di vivere questa parte del quartiere in un modo che sappia essere sociale, partecipato e fruibile dalla collettività.

L’unica soluzione messa in atto fin’ora è la militarizzazione del territorio e il risultato è sotto gli occhi di tutti. I mezzi per far fronte a tutto ciò non possono essere questi. Se le azioni che verranno messe in atto non muteranno, le nostre risposte saranno sempre le stesse e sempre più chiara sarà la nostra contrarietà a sgomberi attuati a suon di camionette e separazioni familiari forzate, a qualsiasi tipo di azione che finga di risolvere il problema, semplicemente spostandolo o nascondendolo in qualche angolo ancora meno visibile del territorio.

Questo problema va risolto, ma non credano le istituzioni di riversare su Torchiera le responsabilità di una situazione del genere; la nostra sicurezza sta nella rivendicazione dei nostri diritti fondamentali, nella creazione di  altre forme di socialità e nella partecipazione al proprio territorio e in particolare agli spazi pubblici.

CASCINA AUTOGESTITA TORCHIERA 

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